Intervista a Mario Loreni

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Intervista a Mario Loreni

Per chiudere con le interviste ai protagonisti del big match tra Daniele Petrucci e Leonard Bundu, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Mario Loreni, tra i promoter esperti del pugilato italiano, che sarà vicino al suo pupillo Leonard Bundu nell'importante scontro del 25 giugno al Centrale del Tennis in Roma. Tra i ricordi dei suoi esordi pugilistici, a quelli dei primi match organizzati, fino alla situazione del pugilato attuale e al carisma e alla determinazione di pugili come Leonard Bundu e Brunet Zamora. Il promoter bresciano (nato a Pezzaze) ci da un'idea della sua visione del pugilato attuale.

 

Ciao Mario, prima di parlare del titolo Europeo dei pesi welter che vedrà impegnato il tuo Leonard Bundu contro Daniele Petrucci facciamo un salto indietro e parlaci dei tuoi esordi come promoter pugilistico.


Come recita il logo della Boxe Loreni siamo in piedi dal 1986 e da allora soprattutto la passione ci ha portato a dove siamo adesso, il pugilato non é ancora uno sport del quale si parla nei bar, come succedeva ai tempi di Benvenuti e Mazzinghi, ma dobbiamo fare in modo che in qualche modo lo diventi.

 

Quale potrebbe essere la ricetta per ottenere un risultato del genere?

 

Organizzare match tra i più bravi che abbiamo qui in Italia tanto per cominciare. Invece di prendere un titolo e organizzarci un match, prendere i migliori e farli combattere tra di loro, il titolo a quel punto acquisterebbe tutto un altro valore. Vedi il match tra Bundu e Petrucci é un esempio importante, ma se ne dovrebbero proporre altri di match così, che so sarebbe stato bello vedere due semifinali con dentro anche Di Rocco e magari Antonio Lauri (anche se ha avuto qualche infortunio).

 

Ricordi quale fu il primo match professionistico da te organizzato?

 

Certamente nel 1988 l'esordio di Maurizio Tralongo a Salo, un pugile che mi piaceva molto, ha combattuto per l'italiano dei super leggeri con Calamati e Perna. Ma ti dirò di più, il pugilato io l'ho vissuto in tutte le salse, prima di organizzarlo, considera che nel 1971 sono stato il primo italiano a partecipare ai Giochi della Gioventù nei quali questa disciplina era in via sperimentale, si facevano guanti, si saltava la corda. Poi ovviamente il dilettante e il professionista, fino all'organizzazione.

 

Quanto é importante questo Europeo tra due italiani imbattuti, può aiutare la macchina del pugilato italiano a carburare ?

 

E' importantissimo per la qualità dei due pugili e perché obiettivamente la presenza di due italiani per il titolo Europeo ne arricchisce il valore. Questa dovrebbe essere la regola fer veder rifiorire la nostra boxe.

 

Cosa mi dici di Leonard? Che persona é, io pur avendolo conosciuto solo al telefono ho avuto un'ottima impressione.

 

Leonard é una persona eccezionale ed un professionista serio. Pensa che all'inizio mi sconsigliarono sia Leonard che Brunet (Zamora) perché venivano giudicati poco seri negli allenamenti e troppo in la con gli anni. Io invece ci ho visto da subito del grande potenziale ed ero sicuro che con le giuste motivazioni sarebbero cresciuti e diventati affidabili. L'allora fidanzata e ora moglie di Leonard Giuliana é stata la persona giusta e al momento giusto. Grazie a lei penso che Leonard sia diventato più serio e si sia impegnato di più, per arrivare dove é arrivato ora.

 

Beh direi che il risultato l'hai ottenuto. Nel tempo sono migliorati entrambi molto e sono due dei migliori pugili italiani.

 

Ad avercene di pugili così, non sono interessati all'avversario che gli metti di fronte, accettano a prescindere dall'impegno proposto e il luogo dove si tiene il confronto. Vogliono solo combattere, vincere  e crescere. Non hanno paura e sono solidissimi mentalmente. La grande esperienza dilettantistica li ha aiutati in questo senso.

 

Tornando a Leonard, come lo vedi preparato per questo match?

 

Si sta allenando in modo molto serio, sicuramente la miglior preparazione di sempre, sa benissimo quanto significa per lui questo incontro e Boncinelli é un dei migliori allenatori italiani, uno dei pochi che sa farti cambiare tattica e adeguare al tuo avversario se l'incontro dovesse essere diverso da ciò che ci si aspetta. Comunque per Leonard un'occasione attesa da tanto e pur essendo sfumata Firenze, Roma é una piazza bellissima dove combattere.

 

Sei stato protagonista a Roma anche in tempi recenti, quando organizzasti dei match per Vincenzo Cantatore insieme Francesca Minardi, che ricordi hai? Oltretutto combatterono altri tuoi pugili nei sottoclou, Bundu, Zamora, De Prophetis, Orlando e Tuiach.

 

Roma ha un grande pubblico quando si riescono a costruire i personaggi giusti e delle location bellissime e devo dare atto a Davide Buccioni e in passato anche a Francesca Minardi, di aver saputo creare personaggi e situazioni molto importanti, dando risonanza a questo sport e facendo conoscere i loro personaggi a un pubblico più vasto.

 

Da quello che abbiamo sentito sia da Leonard stesso, che da Petrucci, Maggi e Buccioni, il fattore campo non sembra essere determinante per il tuo pugile, lo pensi anche te?

 

Come ti accennavo per Leonard, con l'esperienza che ha, una trasferta non é mai stato ne sarà  mai un problema, pensa solo che da dilettante, per le qualificazioni olimpiche con la Sierra Leone, é partito da solo con l'occorrente e si é arrangiato senza chiedere niente a nessuno.

 

Vorrei chiudere con una considerazione sul pugilato professionistico. Come lo vedi e quali sono le prospettive all'orizzonte?

 

Il pugilato vive di personaggi, quindi per prima cosa bisogna crearne, ovviamente ci vogliono atleti seri e pronti al sacrificio e proprio per questo sto centellinando le mie scelte, preferisco organizzare meno eventi, ma per pugili determinati e che vogliono dedicarsi professionalmente per arrivare, non atleti che si arrendano alle prime difficoltà, che sono insite in uno sport come questo. Poi ci vorrebbe che fosse la televisione, come accade negli Stati Uniti, a richiedere match importanti tra avversari di un certo livello, per proporre al pubblico sempre il meglio. Infine le piazze più importanti d'Italia come Milano, Firenze, Roma, Napoli, ma non solo, dovrebbero proporre una riunione al mese e due o tre maxi eventi l'anno, per far rientrare il pugilato nel parlare della gente, tra gli sport seguiti da tutti.

 

Beh non si può che condividere il tuo punto di vista e per il momento, nella speranza che anche la Lega Pro vada in questa direzione, ti salutiamo.

 

Un saluto a voi.

 

 

 

Marco Zonta
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