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27/08/2010
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7 SETTEMBRE '63: MAZZINGHI CAMPIONE DEL MONDO
Il 7 settembre è una delle date storiche della nostra boxe. Siamo nel 1963 e lo scenario è quello del Velodromo Vigorelli a Milano, gremito di gente. C’è in palio un titolo mondiale valevole sia per la WBA che per il WBC nella nuova categoria dei superwelter, istituita l’anno prima. Il primo campione è stato Denny Moyer, vincitore di Joey Giambra, ma verrà battuto da Ralph Dupas, che diventerà il secondo campione assoluto di questa categoria. Da noi nel frattempo si era fatto largo a suon di ko Sandro Mazzinghi che dopo un’inaspettata battuta d’arresto ad opera di Paolo Melis era andato in Francia a riscuotere crediti frantumando Charley Attali e il gitano Hyppolite Annex, pugili cari ai francesi e di classifica mondiale.

In Italia Sandro con le vittorie su Don Fullmer e Wilf Greaves, entrambe prima del limite, diventa lo sfidante ufficiale di Ralph Dupas, che accetta di difendere il suo titolo a Milano. Per certi versi sembra ripetersi quello che era avvenuto per Loi- Ortiz, pochi anni prima. Mazzinghi ha appena 25 anni, mentre Dupas pur avendone solo 28 ha un record che mette paura. Il pugile di New Orleans ha esordito al professionismo all’età di 15 anni nella categoria dei leggeri e quando affrontò Mazzinghi aveva un record di 100 vittorie, 18 sconfitte e 6 pari. Si trattava di un mostro di tecnica e abilità, dotato anche di un eccezionale gioco di gambe.

Nonostante la sua riconosciuta bravura nei suoi precedenti tentativi mondial sia nei leggeri che nei welter non ebbe fortuna. Il suo nome fu fatto a più riprese per incontrare Loi, ma non se ne fece niente. L’occasione per Dupas arrivò con la nuova categoria dei superwelter, dopo che in precedenza aveva fallito il tentativo mondiale nei welter, dove allora regnava Emil Griffith. Il pugile di New Orleans si presentò a Milano con il ruolo di favorito, la sua immensa abilità era ritenuta più che sufficiente per imbrigliare la foga di Mazzinghi. Per Dupas la sorpresa fu alquanto amara, perché a Milano capì che il suo fisico, nato da leggero, non poteva competere con un superwelter temprato nell’acciaio e assetato di gloria. Furono otto riprese durissime, ma alla nona l’arbitro decretò lo stop per evitare a Dupas l’umiliazione del ko. Nell’accordo c’era anche la clausola della rivincita che avvenne tre mesi dopo in Australia a Sydney, dove Dupas aveva combattuto spesso. Il match per certi versi fu ancora più duro del precedente. Dupas adoperò tutto il suo sapere pugilistico ma anche un buon campionario di sorrettezze con il beneplacito dell’arbitro. Dopo 12 riprese selvagge, entrambi i pugili con vistosi segni sul volto, l’arbitro capì che per Dupas nel 13mo round era il caso di dire basta. Da quel match l’ex enfant prodige non si riprese più e al suo rientro dopo circa un anno fu spazzato in due riprese da Emil Griffith.

Alfredo Bruno
07/09/2007 - 01.00


MIGLIOR INCONTRO
Giovanni Segura
Ivan Calderon
Yonnhy Perez
Abner Mares
Hugo Fidel Cazares
Nobuo Nashiro
Antonio Escalante
Miguel Roman
Bernabe Concepcion
Mario Santiago

MIGLIOR KO
Audley Harrison
Michael Sprott
Ashley Sexton
Usman Ahmed
Ed Paredes
Joey Hernandez
Freddy Hernandez
DeMarcus Corley
Fernando Montiel
Rafael Concepcion